giovedì 28 febbraio 2008

martedì grasso e le uova

Che poi a Viterbo c'è questa malsana abitudine di tirarsi uova per martedì grasso.
Non è che si accontentano di dar fastidio con i sempreverdi coriandoli... o tuttalpiù con le stelle filanti spray e la schiuma che lasciano macchie indelebili su muri e cappotti, eterni monumenti all'idiozia umana, che presto diventano bava di lumaca rattrappita-bleah.
No.
Le uova devono tirare.
Contro le vetrine appena pulite. Le uova. Addosso alla gente che si trova per sbaglio sulla loro traiettoria e che si rende troppo tardi del madornale errore che è stata la scelta di una passeggiata sul bulevàrr.

Che se per caso devi passare per il centro, sei fottuto. Attraversi il sacrario mentre mandrie di ragazzini schiamazzanti, vestiti in varie fogge e colori- alcuni col passamontagna, tanto per render palesi le buone intenzioni, insomma- vanificano il lavoro di centinaia di galline.

Ma finisse qui.
Giorni dopo, guai al viandante distratto che posi l'incerto piede sul cadavere albumico.
Per un paio di settimane, infatti, le uova distrutte giacenti a terra sono così appiccicose che manco una delle proverbiali cacche dei cani viterbensi potrebbe restare così tanto appiccicata sotto le suole. E sono altrettanto puzzolenti.
E a quanto pare a nulla può l'inarrestabile spazzino (che lo vedi tutti i giorni a pulire l'angoletto dietro all'edicola, per ore).
Restano lì, a raccogliere lerciume e rilasciarlo sotto le scarpe degli sventurati che le calpestano.

Perdono infine il potere adesivo, ma ti ritrovi comunque a passeggiare, un mese dopo, nei luoghi dove ha avuto la strage: per terra, ovunque, sono visibili ancora i tristi resti di gusci e tuorli cementificati.

Provare per credere. itinerario consigliato: piazza del teatro, via marconi, sacrario, via ascenzi, piazza del plebiscito.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Vero. Quest'anno è stato letale. Sono passata ignara al Sacrario mercoledi e stavo per vomitare