Sono le nove e mezza di mattina.Sono le nove e mezza di mattina e hai appena dato un esame pesantissimo, forse il più grosso della tua carriera universitaria.
Sono le nove e mezza di mattina, hai appena dato un esame pesantissimo, forse il più grosso della tua carriera universitaria e non hai ancora fatto colazione.
Mi pare che i presupposti ci siano tutti: si va in pasticceria.
Ma non in una pasticceria qualunque, nossignori. Ci si dirige verso la Pasticceria per eccellenza.
Un luogo di sogno. Poter entrare e dire "si, oggi me compro le paste" scatena invidia verso i passanti che sostano davanti le sue vetrine con infissi lignei e sospirano melanconici, issati a mezzo metro da terra da una scia zuccherina profumosa di creme e pastefrolle. Tu sei lì, davanti ad un bancone pulitissimo, illuminatissimo e STRACOLMO in qualsiasi momento della giornata di mousse alla fragola, bavaresi, diplomatici, bignè, pasticcini da tè, tartufini, pesche dolci, cannoli, bombe, mini Sacher ....e fuori Viterbo impazza nello smog, si trascina nel "logorio della vita moderna", starnazza nel caos infernale di Piazzale Gramsci sotto il pallido sole di una mattina di febbraio.
Tu sei dentro e ti fai trascinare in un'orgia di cioccolato e caffè, di cialde e zucchero a velo.
Fuori, gli automobilisti si consumano d'ulcera, l'aria sa di kerosene e il particolato ti entra nel naso e nella gola.
Ed ecco che realizzi: io sono in Paradiso nel centro di Viterbo dopo aver dato un esame con un professore cagacazzi e non ho fatto colazione.
Ed ecco che ti illumini: io oggi mi compro il mondo!
Esce la commessa dalla cucina. Un ciao caloroso, sorride con le pinze in mano e ti osserva mentre ti pieghi a novanta gradi sulla vetrina per meglio scegliere le tue prede. "Uh, guarda che belle le paste alla crema chantilly, ne prendo due, anzi tre, mi fa un gabbarè, per piacere, me le mangio stasera, anzi no, magari dopo pranzo, e questa al caffè me la mette in un tovagliolino, me la mangio per strada, grazie eh, sono proprio irrestitibili, me ne dà anche una con al frutta, che la frutta fa bene e se c'è la crema sotto è meglio!"
La commessa annuisce sorridendo, come se la scena del golosone un pò bambino l'avesse vista migliaia di volte ed ogni volta le dà la stessa soddisfazione della prima, docilmente sistema perbenino i tuoi tesori in un piccolo vassoio, impacchetta tutto con un bel nastro giallo, volteggia verso la cassa, batte il conto....
E a quel punto, il fatto.
"AOH, MA LO SAI CHE ME SO' PRESA QUATTRO CAFFFFE' STAMMATINA????"
"..?.."
"NO, DICO, QUATTRO, QUATTROOOOOO!! E SO' SOLO LE DIECI E MEZZA!! COME FO ORA TUTTO IL GIORNO?? E CHI DORME STASERA??"
Come tramortita dalla repentina agitazione (e dalla sua voce più che squillante) della commessa, provi a bisbigliare un consiglio piccino piccino:
"bè, magari faccia basta caffè per oggi......"
E' il dramma:
"CHE??? MA CHE SEI MATTA???? E DOPO PRANZO CHE FAI, NON TE LO PIJI N'ARTRO???"
"...allora solo quello, magari....."
La commessa pare aver capito di averti messo in imbarazzo con quell'urlo confessatore improvvisato. Forse sono stati proprio quei caffè. Via, diciamo che è stato tutto involontario. Quindi prova a rimetterti a tuo agio:
"SAI CHE TE DICO?? CHE STASERA ME SPARO SETTE CAMOMILLE!! VEDRAI COME DORMO!! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHahahahahahahahahahahahahahaha....."
Sorrido confusa, pago i miei quattro euro e cinquanta e prendo il vassoio. In fondo è simpatica questa commessa, solo un pò schizzata.
-Ma d'altronde- penso, uscendo sulla strada e addentando il mio pasticcino -chi non lo è a Viterbo?- :)
1 commento:
muahahahahah
ahahahah spettacolo :°)
certo che sti soggettoni però capitano sempre a te, non c'è gusto ^__^
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